Gruppo giovanile: dalle nostre riunioni

 


 

Riunione del 26/03/22: Dove sei?

Passo di riferimento: Genesi 3:1-13

Tutti certamente conosciamo la storia di Adamo ed Eva nel giardino dell'Eden: Dio aveva chiesto loro di non fare una sola cosa, cioè mangiare il frutto dell'albero della vita.
Per natura, l'uomo è proteso a fare proprio ciò che gli viene chiesto di non fare, il che associato alla tentazione del serpente, ha prodotto come risultato il peccato.

Continuando la lettura nella Parola di Dio, si evince che i due subito dopo aver peccato, si resero conto di essere nudi, nonostante lo fossero anche prima, senza tuttavia provare alcuna vergogna, dunque cercarono di coprirsi e nascondersi.

Molte volte, pur essendo consapevoli di dove si è fisicamente, non si ha idea di dove ci si sta cacciando spiritualmente parlando. Dunque, la domanda che il Signore ci rivolge è: "dove sei? Dov'è il tuo cuore?", perché se sappiamo dove è il nostro cuore, sapremo anche dove passeremo la nostra eternità.

Ognuno di noi conosce le promesse che il Signore gli ha rivelato nella stanzetta segreta, eppure spesso ci ribelliamo e anziché ascoltare la domanda del Signore che ci chiede dove siamo, ci chiediamo dove sia finito Lui.

Dobbiamo preoccuparci di collocare il nostro cuore verso il Donatore di ogni bene materiale e spirituale, perché se anche fossimo così lontani da Dio, da non sapere neppure dove siamo caduti, sapremo sempre dove dirigerci, cioè verso Gesù, che è in grado di rialzarci e curare il nostro cuore.

Dio ti benedica!

Riunione del 19/03/22: Difficile, ma possibile

 
Passo di riferimento: II Re 2:1-15
Eliseo era stato costituito dal Signore profeta in Israele, e questa chiamata lo aveva raggiunto tramite lo stesso Elia, una delle figure profetiche cardine dell’Antico Testamento. Ma ora Eliseo è cosciente anche di un'altra cosa: il suo mentore e compagno quella sera gli sarebbe stato tolto da Dio.
Non dovette essere facile per Eliseo fare i conti con questa realtà, ad aggravare le cose si aggiungevano anche i discepoli dei profeti: quelli che potevano e dovevano essere suoi amici e sostenitori, si rivelarono al contrario una ulteriore prova. Eliseo non si lasciò scoraggiare e seguì Elia dovunque andava, finché questi non gli disse: «Chiedi quello che vuoi che io faccia per te, prima che io ti sia tolto».
Eliseo non si accontentò di poco: «Mi sia data una parte doppia del tuo spirito», rispose. Era certamente qualcosa di difficile, e non chiese così tanto perché superbo o insaziabile, ma poiché sapeva che senza una tale unzione non avrebbe potuto rendere onore al mandato di Dio, riconoscendo l’urgenza di una profonda comunione con Lui. Fu determinato nel seguire le indicazioni di Elia e, come si legge, Dio lo esaudì.
Questo passo ci invita ad approfondire la conoscenza di Dio, a non fermarci alle prime gocce di una benedizione ma a proseguire oltre, spinti nonostante tutto, con la determinazione di Eliseo, a realizzare pienamente tutto il bene che Dio ha per noi. Può sembrarti qualcosa di difficile, ma il Signore è fedele.
Dio ti benedica!

Riunione del 12/03/22: Essere amici

Passo di riferimento: Giovanni 15: 12-17

Viviamo in una società dove la parola amico è usata in maniera impropria, tra i social che ci hanno abituato a vedere nella figura dell'amico colui che ti mette un "mi piace "e la vita quotidiana dove definiamo amici persone di cui conosciamo appena la superficie. Ma Dio ha attribuito un significato profondo alla parola amicizia e ci esorta a amarci gli uni gli altri.

Ebbene sì un amico ama, è benevolo, non giudica ed è pronto a dirti la verità, non prova invidia ma gioisce nella gioia e piange con te nella sofferenza. Un esempio è l'amicizia che lega Davide e Gionathan.
Quest'ultimo era figlio di colui che tentava di uccidere Davide, ma ciò che li legava non era un affetto terreno, ma qualcosa di molto più profondo, loro due condividevano un legame spirituale, che andava oltre la simpatia, oltre ogni discordia umana.

Così vuole Dio, che creiamo dei veri rapporti di amicizia tra i nostri fratelli, e questo significa essere disposti a superare pregiudizi e disguidi creati con il tempo, andando a unire rapporti frantumati e creandone dei nuovi avente l'amore di Dio come base. Il nostro punto di riferimento però non è né Davide ne Gionatan, il nostro perfetto esempio rimane Gesù, egli manifesta il vero significato della parola amico, Egli ci ha amati in ogni tempo, mentre noi lo rinnegavamo, ed è morto sulla croce per noi che lo disprezzavamo.

Gesù però dopo averci mostrato il suo affetto e il suo interesse nei nostri confronti ci chiama a comportarci come Lui, a manifestare ogni giorno di più i sentimenti benevoli che ci ha messo nel cuore. Portiamo il suo frutto ad altri che ancora non lo hanno sperimentato, e per farlo bisogna amare con la stessa intensità che Egli ha usato con noi.

Riunione del 05/03/22: Tutti quelli il cui cuore spingeva ad applicarsi

Passo di riferimento: Esodo 36:2

All'inizio del passo ci vengono presentati Besaleel e Ooliab, due uomini nei quali Dio ha messo sapienza ed intelligenza per eseguire tutti i lavori necessari alla costruzione del tabernacolo, il luogo in cui il popolo avrebbe adorato Dio.

La caratteristica più importante tuttavia non riguarda tanto la loro manualità o la loro efficienza, quanto nel fatto che i loro cuori spingevano ad applicarsi al lavoro per eseguirlo..non un lavoro qualunque, dettato dai propri obiettivi personali e dalle proprie aspirazioni umane, ma dall'amore per Dio.

Ognuno di noi ha dei talenti, dei doni da parte del Signore che ci rendono unici e abili, ma non basta per poterlo servire.
A Dio non interessano le nostre capacità o la nostra bravura, ma cerca dei cuori che spingono, che lo amano e che si mettono a disposizione per lasciarsi usare da Lui.

È la cosa più importante del servizio cristiano, che viene da una profonda, sincera, quotidiana e curata comunione con Dio, è l'amore per la Sua persona, per la Sua opera, che cresce sempre di più man mano che lo conosciamo e leggiamo la Sua parola.
Più ci innamoriamo di lui, più Lui ci riempie del suo Santo Spirito, che ci dona forza, energia, volontà, di servirlo e portare nuove anime a Lui.

In quella circostanza il popolo di Dio era chiamato a costruire dei santuari per poter adorare Dio e rimanere alla Sua presenza.
Oggi siamo chiamati ad edificare dei santuari nei cuori delle persone, siamo chiamati a mostrare Gesù attraverso la nostra stessa vita, non semplicemente con parole, ma lasciando il segno con le nostre vite consacrate a Lui.

Purtroppo molto spesso notiamo che nel nostro cuore non tutti i sentimenti ci spingono verso Dio, anzi, molto spesso ci spingono nella direzione opposta...forse puntiamo ad un obiettivo in particolare e pensiamo che sia la cosa più importante della nostra vita, senza la quale non potremmo vivere e ci dimentichiamo del fatto che Dio è lì, ad attendere di mostrarci cosa davvero ci riempie il cuore, cosa ci soddisfa e ci vivifica profondamente.
Anche se in questo momento senti che il tuo cuore è lontano da Dio, ti spinge in una direzione opposta, lasciati attirare dalla Sua Parola, Dio non ti ha abbandonato ma vuole mostrarti ancora una volta il Suo amore, la Sua volontà e riempirti del Suo Spirito.

Dio ti benedica!

Riunione del 26/02/22: Sei pronto a venir fuori?

Passo di riferimento: I Samuele 10:17-26
 
Il popolo d’Israele chiedeva con ostinazione a Dio di avere un re come gli altri popoli. Il Signore li avvertì, poi inviò Samuele ad ungere re Saul, un giovane di bell’aspetto e più alto di tutti i figli d’Israele. Eppure, quando giunse il tempo di comparire davanti al popolo, Saul si andò a nascondere dietro i bagagli, tanto che non lo si riusciva più a trovare. Come mai un giovane dall’aspetto così autorevole, unto re dal Signore, non si è fatto subito avanti?
 
Spesso, quando siamo vicini al Signore, riceviamo da Dio un mandato che può essere svolgere un compito nella comunità, parlare a qualche nostro parente o amico dell’opera di Dio… in parole povere, nasce in noi il desiderio di fare qualcosa per Lui.
Altrettanto spesso, come Saul, tanti pensieri vogliono scoraggiarci dal venire allo scoperto: non ci sentiamo adatti, equipaggiati, abbiamo paura di fallire, di cosa penseranno gli altri, di non riuscire ad essere costanti, di non meritare questo o quell’altro compito, ed è quindi molto più comodo farsi da parte, nascondersi.
 
Non si può vivere una vita cristiana “nascosti fra i bagagli”, sperando così di risolvere la situazione. Dio vuole aiutarci a vincere questi pensieri, ed è Egli stesso che sceglie proprio le cose che non sono per compiere il Suo piano perfetto. Non ti nascondere più, vieni fuori con fede, e Dio si userà della tua vita oltre quello che immagini.
 
Dio ti benedica!

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