Sabato 9 ottobre 2021
Allora Natan disse a Davide: Tu sei quell'uomo! [II Samuele 12:7]
SU CHI PUNTO IL DITO?
Il re Davide si era macchiato di adulterio e di omicidio, ma non avvertiva il peso del suo peccato, anzi era pronto ad additare i misfatti degli altri uomini. Per scuotere la sua coscienza, il Signore gli mandò il profeta Natan, il quale narrò a Davide la storia di un uomo molto ricco, che, dovendo sfamare dei passanti, prese l’agnellina di un povero. Il re, adiratosi, sentenziò che un tale uomo dovesse morire.
Gesù disse ai Suoi discepoli che era più facile guardare al bruscolo nell’occhio dell’altro, puntare il dito sui piccoli errori altrui, piuttosto che prendere coscienza dei propri più grossolani peccati e difetti. Il profeta però replicò a Davide: “Tu sei quell’uomo!”. Davide comprese che il suo peccato era noto e provò sincero dispiacere per quanto aveva commesso. Allora confessò le sue colpe ritenendosi degno del giusto giudizio di Dio.
La prima opera che lo Spirito Santo compie nella vita degli uomini è rivelare la loro condizione di peccato, togliendo “la trave dell’orgoglio” che impedisce di vederlo.
Se oggi scopri di essere come gli uomini che condanni, ringrazia Dio che ti ha sensibilizzato, piega le ginocchia e confessa a Lui i tuoi peccati: avrai pace e luce nel cuore.