Domenica 3 settembre 2023
Egli è stato trafitto a causa delle nostre trasgressioni, stroncato a causa delle nostre iniquità; il castigo, per cui abbiamo pace, è caduto su di lui e mediante le sue lividure noi siamo stati guariti [Isaia 53:5]
AL POSTO MIO
Molti e molti secoli prima della morte di Gesù sulla croce, Isaia profeticamente ne descrisse il sacrificio. Ciò che colpisce, qui come nei Vangeli, è come lo scrittore non si soffermi nel narrare le Sue sofferenze fisiche, quanto piuttosto ne rilevi l’aspetto spirituale: il Signore offrì Sé stesso per i nostri peccati; questi, essendo un’offesa alla santità di Dio, costituiscono un debito che ogni uomo ha con Lui per il quale è necessario un pagamento: la vita del peccatore.
Gesù ha preso il nostro posto, pagando con la Sua vita il nostro debito eterno e ha potuto farlo proprio in virtù di una esistenza vissuta senza peccare. Egli, giusto, è morto al posto degli ingiusti. Tuttavia, con il Suo sacrificio, Cristo non ha soltanto preso su di Sé le nostre iniquità, ma ci ha donato la Sua perfetta giustizia in modo che, essendosi fatto peccato per noi, noi fossimo dichiarati giusti davanti a Dio.
Quel giudizio e quella condanna dovevano essere miei e tuoi per l’eternità, ma il Figlio di Dio ha bevuto il calice dell’ira di Dio al posto nostro perché tu ed io potessimo avere vita eterna.